in sintesi allo sbando su tutti i fronti (bilancio illeggibile, dup inutile, FPV INUTILE, AACCRUAL INUTILE, FLUSSI CASSA INUTILI)..
Nel dubbio il legislatore continua a "evacuare" norme a caso ed appesantire il lavoro...
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Dal DUP ai controlli di cassa: la “cura dimagrante” possibile per la contabilità degli enti locali
Con l’Accrual alle porte, cresce la pressione per alleggerire adempimenti e duplicazioni: la semplificazione, però, deve sostituire – non stratificare
15 GENNAIO 2026
Tra i responsabili finanziari di Comuni e Province si fa largo una convinzione ormai trasversale: la contabilità degli enti locali ha bisogno di una semplificazione vera, non cosmetica. Il punto non è “fare meno controlli”, ma ricondurre gli strumenti al loro scopo, eliminando sovrapposizioni che oggi generano complessità amministrativa senza produrre maggiore qualità dell’informazione. È in questo quadro che la fase di avvio dell’Accrual può diventare un’occasione per rimettere ordine: a patto che le nuove regole sostituiscano quelle vecchie, invece di aggiungersi ad esse.
DUP e bilancio: ripensare la programmazione per evitare il cortocircuito di luglio
Il Documento unico di programmazione ha sostituito la vecchia relazione previsionale e programmatica, diventando un passaggio obbligato e autonomo rispetto al bilancio. Ma la scadenza del 31 luglio produce un evidente cortocircuito: a metà estate mancano ancora i riferimenti certi sulla programmazione statale e regionale e, soprattutto, non è realistico costruire una “sezione operativa” che presuppone numeri di bilancio non ancora maturi.
La soluzione più razionale sarebbe distinguere: a luglio un DUP snello, concentrato su indirizzi e strategie; un DUP completo invece da presentare insieme al bilancio o poco prima. In altre parole: un modello simile, nelle proporzioni, al Documento programmatico di finanza pubblica del Governo, che fissa la rotta senza pretendere di chiudere già i conti.
Bilanci incomprensibili e variazioni ingestibili: il Consiglio va riportato sulle scelte che contano
Il bilancio di previsione, così come strutturato, è spesso un oggetto tecnico di difficile lettura non solo per i cittadini, ma anche per chi è chiamato ad approvarlo. Le entrate risultano poco trasparenti (non si vedono chiaramente i singoli tributi o i proventi dei servizi), mentre le spese, pur articolate per programmi, non permettono quasi mai una valutazione puntuale delle destinazioni.
Le conseguenze si trascinano sulle variazioni: l’art. 175 del TUEL è diventato un labirinto, e la discussione consiliare finisce spesso per ridursi a un voto “al buio”.
Qui la semplificazione può passare da un principio semplice: il Consiglio deve concentrarsi sulle variazioni davvero strategiche, cioè quelle che modificano obiettivi e azioni di impatto pluriennale, a partire dagli investimenti.
Cassa, fondi e FPV: quando gli strumenti si moltiplicano invece di funzionare
Nel frattempo la gestione di cassa è stata progressivamente “appesantita”: bilancio di cassa, FCDE, Fondo garanzia crediti commerciali, e ora anche piano annuale dei flussi di cassa. Un accumulo che tradisce un dato: il sistema non sta funzionando come dovrebbe, e quindi si tenta di correggerlo con ulteriori livelli di controllo.
Lo stesso vale per il Fondo pluriennale vincolato, strumento concettualmente corretto ma spesso ingestibile nella pratica, soprattutto negli enti piccoli, dove piani temporali incerti, software non adeguati e scarsa integrazione con gli uffici tecnici trasformano l’obbligo in un esercizio di equilibrismo contabile.
Con l’Accrual che avanza, la direzione appare chiara: la contabilità finanziaria va “purificata” e riportata al suo ambito naturale, mentre la rappresentazione economico-patrimoniale deve assorbire ciò che oggi genera duplicazione. Perché la riforma, se vuole funzionare, deve essere una sostituzione ordinata, non un’ennesima stratificazione.




